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Centro Direzionale Banca Lombarda

  • Brescia

  • 2006

  • Contractor: SBIM Spa

  • Foto: D. Domenicali

Ospita uffici e un ampio centro congressi con due sale di circa 150 e 500 posti con un disegno strutturale particolarmente complesso

Il progetto per gli uffici direzionali della Banca Lombarda si inserisce nel disegno complessivo di un isolato che, oltre all’importante sede bancaria, prevede una parte residenziale e spazi pubblici. Questi si compongono in particolare di una piazza pedonale con verde pubblico e un parcheggio alla quota del terreno, mentre i parcheggi privati sono sotterranei. La piazza è naturalmente il cuore dell’isolato, su cui si affacciano sia l’edificio bancario che i tre lotti destinati alla residenza, con gli spazi commerciali.
L’edificio direzionale della Banca Lombarda ospita uffici e un ampio centro congressi con due sale di circa 150 e 500 posti.

Il palazzo si eleva di 50 metri su 12 piani, per una superficie totale di 30.000 mq con parcheggi di pertinenza di circa 25.000 mq. Di disegno strutturale particolarmente complesso, in pianta l’edificio della Banca Lombarda si articola su un quadrato di circa 50 metri di lato ed è formato da due ali principali che, all’altezza del quarto livello, si uniscono con un elemento “a ponte” formando un corpo a C e creando sopra l’ingresso principale una corte coperta.

Al centro della C si eleva la sala principale del centro congressi, a forma di piramide a base quadrata e completamente rivestita in pietra.

Sistemi utilizzati

  • Facciate a cellule

  • Facciate continue a doppia pelle

  • Facciate ventilate

  • Elementi integrativi-decorativi

La tecnologia

Facciate continue a doppia pelle con intercapedine ventilata Queste facciate rivestono il corpo “ponte” che dal quarto piano unisce le due ali principali.
Questo corpo è realizzato in carpenteria metallica, appeso alle due ali in cemento armato.
La pelle esterna è realizzata con una facciata continua a montanti e traversi completamente vetrata ed è caratterizzata da specchiature piuttosto ampie (passo modulare 3 metri). Il lato esposto a sud è caratterizzato da elementi frangisole realizzati con profili in alluminio anodizzato, sporgenti dalla facciata di circa 50cm e con passo modulare in altezza di 80cm.
La pelle interna è realizzata con un serramento a tutta altezza, da pavimento a soffitto, ed è completamente vetrata.
I vetri utilizzati sono particolarmente trasparenti al fine di evidenziare la struttura metallica portante dell’edificio che resta contenuta nell’intercapedine fra le due facciate.
Le due facciate sono provviste di aperture motorizzate, sia per la ventilazione naturale dei locali, che per l’evacuazione dei fumi.

Cellule in vetrocemento
Questa facciata rappresenta l'elemento più originale e innovativo di tutto l'intervento.
Realizzata con un processo produttivo fortemente industrializzato, sarà in grado non solo di garantire "performance" elevate ma risolvere alcuni dei limiti delle "facciate leggere" :

Elevata inerzia termica e una conseguente bassa trasmittanza termica.
Prefabbricazione ed invio in cantiere di elementi finiti.
Resistenza al fuoco dei parapetti.
Elevata trasmissione luminosa a fronte di un basso fattore solare.

La zona vision centrale è realizzata con un telaio prefabbricato in alluminio a ponte termico interrotto , composto da due specchiature apribili a sporgere , questo per ottenere un duplice scopo: una naturale ventilazione dei locali nel caso di non utilizzo dell’impianto di condizionamento e il ribaltamento dell’anta comandato automaticamente dall'impianto antincendio per permettere l'evacuazione dei fumi.
Per il controllo del fattore solare e della trasmittanza termica il vetrocamera è così composto:

Lastra esterna in float stratificato da mm.6 + 6 con una lastra selettiva "high performance".
Intercapedine d’aria da mm. 25, con inserita una tenda alla veneziana a sollevamento e orientamento motorizzati.
Lastra interna in float chiaro da mm.6 temperata con h.s.t. (heat soak test)

Le zone spandrel inferiori e superiori è realizzata con due telai prefabbricati in acciaio inox tamponati con blocchi di vetrocemento da mm. 299x 299 x 98 con funzione di parapetto e veletta.
Per ottenere un isolamento ottimale, sia in termini di trasmittanza termica che di fattore solare, sono stati utilizzati speciali "glass blocks" con inserita nella intercapedine una barriera in fibra di vetro in grado di creare una doppia camera d'aria. All’interno poi a ridosso del vetrocemento, è stata realizzata una seconda pelle vetrata. Questa soluzione permette di raggiungere i valori di trasmittanza termica richiesti dall'impiantista, garantendo un basso fattore solare, senza penalizzare la trasmissione luminosa all’interno dell’edificio.

Facciate ventilate in pietra
Queste facciate rivestono i corpi scale e la sala conferenze del centro congressi.
Le lastre in pietra con finitura graffiata hanno dimensioni di 50 x 80cm e sono poste in opera sfalsate con sistema di aggancio puntuale.
La struttura portante, in acciaio inox, è stata studiata per ridurre al minimo i punti di fissaggio sulle strutture in cemento armato e quindi il rischio di danneggiare le armature in ferro contenute nelle stesse.
La particolare lavorazione delle lastre, con smusso di 2 cm su di un lato verticale, crea un interessante effetto estetico dovuto al gioco di luci ed ombre sulla superficie.

Architetti

Gregotti Associati International

Vittorio Gregotti, nato a Novara nel 1927, si è laureato in architettura nel 1952 al Politecnico di Milano. Dal 1953 al 1968 ha svolto la sua attività in collaborazione con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1974 ha fondato la Gregotti Associati srl, di cui è presidente. È stato professore ordinario di Composizione architettonica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Milano e Palermo, ed è stato visiting professor presso le Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (U.K.) e all'M.I.T. di Cambridge (Mass.). Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali ed è stato responsabile della sezione introduttiva della XIII Triennale (Milano 1964), per la quale ha vinto il Gran premio internazionale. Dal 1974 al 1976 è stato direttore del settore arti visive ed architettura della Biennale di Venezia. È Accademico di San Luca dal 1976 e di Brera dal 1995. Gli è stata conferita la laurea honoris causa dal Politecnico di Praga nel 1996 e dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bucarest nel 1999. Dal 1997 è membro della BDA (Bund der deutschen Architekten) e dal 1999 è membro onorario dell'American Institute of Architects. Dal 1953 al 1955 è stato redattore di Casabella; dal 1955 al 1963 caporedattore di Casabella-Continuità; dal 1963 al 1965 direttore di Edilizia Moderna e responsabile del settore architettura della rivista Il Verri; dal 1979 al 1998 è stato direttore di Rassegna e dal 1982 al 1996 direttore di Casabella. Dal 1984 al 1992 ha curato la rubrica di architettura di Panorama, dal 1992 al 1997 ha collaborato con il Corriere della Sera e dal 1997 collabora con la Repubblica.