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Fiera District

  • Bologna

  • 1991

  • Contractor: Finanziarie Fiere SpA

  • Foto: Idea Due

Edifici caratterizzati da un marcato sviluppo verticale, e disposti lungo il perimetro di una piazza di oltre 7000 mq.

Kenzo Tange riceve nel 1967 dall’Amministrazione Comunale l’incarico di progettare un piano per lo sviluppo urbano in direzione nord. Il master plan si sviluppa attorno all’idea forte di città lineare, organizzata lungo un asse viario principale a forma di “U”.
Gli edifici sono caratterizzati da un marcato sviluppo verticale, e disposti lungo il perimetro di una piazza di oltre 7000 mq.
Le strutture, imponenti e suggestive, uniscono modernità e funzionalità alla rielaborazione di alcuni elementi tipici della città emiliana, quali i portici e le torri. La struttura in cemento bianco è esibita con decisione e la grande intelaiatura, sostenuta dai volumi cilindrici, conferisce al progetto il suo carattere gigantesco.
Tra i centri direzionali del panorama architettonico italiano questo episodio rimane oggi uno degli interventi più importanti e significativi.

Sistemi utilizzati

  • Serramenti

  • Rivestimenti interni

La tecnologia

Focchi ha prodotto le facciate, le finestre e le altre opere di finitura metallica nei due edifici principali del Fiera District, (di cui uno realizzato in A.T.I. con CIR di Imola) che sono sede della Regione Emilia Romagna.
I profilati utilizzati sono di produzione tedesca a taglio termico rispondente alle normative DIN.
La facciata continua del corpo basso è del tipo a cellule al fine di consentire una facile manutenzione (in caso di smontaggio vetri) e l’assorbimento delle eventuali deformazioni dell’edificio.
Al piano terra le vetrate dell’atrio (con montanti alti 8 mt.) e gli ingressi sono stati blindati al fine di ottenere una resistenza antiproiettile di 1000 joule.

Architetti

Kenzo Tange Associates: studio giapponese d'architettura

Kenzo Tange (1913-2005) si laurea nel 1935 presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Tokio. Nel 1946 diventa professore presso la stessa Università e crea il Laboratorio Tange, dove tra i suoi collaboratori c’è anche l’architetto Arata Isozaki.
L'architettura tradizionale giapponese ha una grande importanza nella sua opera, reinterpretata con i materiali moderni come il calcestruzzo. Fra le principali influenze, sono da rilevare il Movimento Moderno di Le Corbusier e la classicità di Michelangelo.
La maggior parte dei suoi progetti si trova in Giappone, ma anche in Italia ha realizzato diverse opere: a Bologna le torri del quartiere fieristico (1972), a Catania il quartiere Librino (1971) e a Napoli il Master Plan per il Centro Direzionale di Napoli (1995). A Milano è l'autore del progetto urbanistico del Quartiere Affari di San Donato Milanese (1990-99) dove ha realizzato la sede BMW-Italia (1998) e la torre AGIP (1999). Ha ricevuto il premio Pritzker nel 1987.