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Finsbury Square

  • Londra

  • 1999

  • Foto: N. Young

Un esempio d'edificio con struttura portante esposta e facciata arretrata

50 Finsbury Square rappresenta un esempio d'edificio con struttura portante esposta e facciata arretrata. La struttura portante, rivestita in materiale lapideo, si connette alle solette interne mediante penetrazioni puntuali.
La struttura esterna, ritmata da dei traversi orizzontali in pietra naturale, non influisce negativamente sulla visione dall'interno verso l'esterno dell'edificio poiché i traversi orizzontali sono interrotti a livello del campo visivo.
Inoltre, questa soluzione garantisce un elevato livello di privacy interna e un buon controllo solare senza l'utilizzo di elementi oscuranti.

Sistemi utilizzati

  • Facciate a cellule strutturali 3000 x 4500

  • Atrio vetrato

  • Rivestimenti in alluminio

La tecnologia

L'entrata
La porta di entrata principale automatica (bi-parting door), H= 4,2 metri, è la più alta d'Europa.
La facciata esterna è alta 7,2m e larga 1,5, con soluzione di continuità senza traversi. Ciò ha richiesto l'impiego di lastre di vetro, dello spessore di 19 mm, che eccedono le dimensioni standard. La struttura di supporto è costituita da montanti di alluminio o di pietra alternati. L'aspetto che ha contraddistinto questa facciata è stato il montaggio, complicato dalle dimensioni delle lastre, che ha richiesto l'applicazione di procedure e di apparecchiature particolari.

La facciata esterna
Una delle esigenze che hanno contraddistinto la progettazione e lo sviluppo della soluzione di facciata è stata quella di poter sostituire i vetri dall'interno, vista la presenza della struttura esterna. La soluzione di facciata adottata è a cellule prefabbricate di dimensioni 3000 mm e di altezza d'interpiano (3600 oppure 4200mm) divise in due specchiature da 1500 mm aventi il montante centrale smontabile. Il vetro a tutt'altezza è un vetro camera applicato con la tecnologia del silicone strutturale.
L'interazione della struttura portante con la facciata, che fondamentalmente si esplica attraverso la penetrazione delle travi colleganti le colonne esterne con la soletta interna, ha richiesto lo studio di una particolare sequenza di montaggio e di dettagli attorno alle penetrazioni estremamente complicati, per soddisfare le esigenze architettoniche.

L'atrio
L'atrio interno rappresenta il vero cuore dell'edificio non solo perché gli conferisce un'illuminazione zenitale interna, ma anche per le soluzioni tecniche/architettoniche utilizzate.
L'edificio si sviluppa attorno ad un atrio a tutt'altezza esposto ad est e non visibile dall'esterno di forma ellittica. L'atrio è delimitato all'interno da una facciata a vetro monolitico (15 mm temperato) ed all'esterno da una facciata a cellule e da un cladding di alluminio anodizzato argento di 4 mm di spessore. L'atrio è supportato da una struttura in acciaio, che segue la forma ellittica della facciata. Lo schema statico è costituito da traversi collegati alle solette, connessi tra di loro da montanti calandrati. Alla struttura è vincolata, mediante staffe in acciaio inox (AISI 304), la facciata in allumino che supporta un vetro triplo siliconato strutturalmente ad un profilo in alluminio. I moduli vetrati della parte bassa dell'atrio sono serigrafati in modo da mascherare gradualmente la vista dell'edificio adiacente.
Alla struttura in acciaio sono anche saldate le staffe che servono a supportare una rotaia per la navicella di manutenzione.

I ponti
L'atrio interno è attraversato da dei ponti che collegano le due ali dell'edificio. La struttura di supporto è costituita da delle travi rettangolari in acciaio. La parte calpestabile e la balaustra sono vetrate. Le particolarità di questi ponti sono due. La prima è il tipo di corrimano integrato con la balaustra di vetro (15 mm temperato) ottenuta attraverso un cavo preteso all'interno del canalino di alluminio che definisce superiormente il vetro molato per alloggiare il corrimano. La seconda è il piano calpestabile in vetro stratificato multistrato, che diventa illuminescente una volta applicata una sorgente luminosa lineare ai suoi bordi. Questo effetto è ottenuto serigrafando la faccia più esterna del vetro la quale ha la proprietà di riflettere parte del raggio luminoso che incide sulla serigrafia. La messa a punto della serigrafia è stata fatta prima mediante calcoli numerici e successivamente mediante mock-up al vero.

Architetti

Norman Foster and partners

Norman Foster è nato a Manchester nel 1935. È considerato uno dei più rappresentativi esponenti dell'architettura High-Tech che concepisce la costruzione come opera d'arte tecnicamente organizzata. Studia architettura ed urbanistica alla Manchester University, laureandosi nel 1961. Nello stesso anno in cui si laurea, vince una borsa di studio della Henry Fellowship che gli consente di conseguire un Master in Architettura presso la Yale University, dove consegue il Master's Degree e incontra un altro studente inglese, Richard Rogers, anch'egli destinato a diventare un importante protagonista dell'architettura contemporanea. Al loro ritorno in Inghilterra (1963), Foster e Rogers avviano con Su Rogers e Wendy Foster uno studio con il nome di Team 4. Insieme progettano alcuni edifici residenziali e industriali, tra cui la Reliance Controls Factory a Swindon (1967). Nel 1967, Norman e Wendy Foster costituiscono lo studio Foster Associates, oggi Foster and Partners, con circa 500 dipendenti, con sede a Londra ed uffici a Berlino, Francoforte, Parigi, Hong Kong, Singapore, Tokyo. Dall'inizio dell'attività, lo studio ha ricevuto più di 220 premi e riconoscimenti e ha vinto 50 concorsi nazionali e internazionali. Lo studio di Foster a Londra (da lui disegnato e progettato) è diventato il punto focale di un'organizzazione responsabile di progetti in ogni parte del mondo. Foster & Partners è uno studio internazionale di design e di architettura condotto da Lord Norman Foster e da cinque soci: Spencer de Grey, David Nelson, Ken Shuttleworth, Graham Phillips e Barry Cooke.