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Mercedes Benz, nuova ABC

  • Roma

  • 2000

  • Foto: D. Domenicali

La più grande concessionaria italiana della Mercedes, la “Nuova ABC” firmata dallo studio TECH-ARCH ENGINEERING di Roma

All’interno di TECNO-CITTA’ sorge la più grande concessionaria italiana della Mercedes, la “Nuova ABC” firmata dallo studio TECH-ARCH ENGINEERING di Roma
L’edificio si pone come simbolo architettonico della evoluzione tecnologica della casa tedesca: la modernizzazione dell’involucro vetrato fa da contraltare alle preesistenze storiche delle torri che lo circondano. Elemento caratterizzante l’opera è il confronto visivo tra le curve dei saloni espositivi, la orizzontalità della facciate ai piani e la verticalità delle scale e del montavetture panoramico.

Seguendo l’idea architettonica, è stata adottata la tecnologia a silicone strutturale che permette la massima trasparenza dall’esterno: chi percorre il raccordo anulare ha modo di ammirare sia le automobili esposte in vetrina che la laboriosità degli uomini impegnati in officina e in ufficio.

La tecnologia

Sono stati studiati montanti monopiano tipo "Visia" alti 6 m. con l’inserimento di un parapetto panoramico ai terrazzamenti complanare ai vetri di facciata. Le potenzialità dell’engineering Focchi hanno permesso il primo sofisticato approccio progettuale mediante l’utilizzo di un sistema di modellazione e disegno automatico 3D, per il salone espositivo, rivestito con facciate strutturali tipo "Panorami", anch’esse alte 6 m. e facciate inclinate che seguono l’onda della struttura spaziale.
La diversità delle curve sui 4 lati ha richiesto una complessa modellazione tridimensionale per ottenere la planarità dei vetri trapezoidali e triangolari.

I dati geometrici/strutturali di partenza erano costituiti da:

Coordinate spaziali dei nodi della coperturaCaratteristiche dei nodi costruttivi.

La richiesta del progettista era per una facciata a "fungo", completamente trasparente, con la parte inferiore verticale, di altezza variabile da 3 a 6 m, secondo andamenti curvilinei diversi da lato a lato. La parte alta inclinata verso l’esterno, con inclinazione costante per ogni lato, ma variabile da lato a lato, doveva essere una superficie poliedrica, raccordata con le pareti verticali inferiori. Gli angoli spaziali dovevano essere completamente vetrati.

La soluzione adottata
L’analisi globale delle deformazioni sotto carico, ha portato alla scelta di una soluzione "spezzata".
Le pareti verticali "Panorami" rinforzate con montanti strutturali a vista in alluminio, ancorati e fissi a livello "0" e incanottati alle sfere inferiori della copertura spaziale.
Il nastro inclinato, "appeso" alle sfere superiori della copertura spaziale, è incanottato in basso per consentire l’assorbimento delle deformazioni e delle dilatazioni termiche. Dato che la geometria della superficie poliedrica avrebbe comportato dei diedri verticali tra i montanti del nastro superiore, si è scelta una speciale versione di Quadra con vetri incollati strutturalmente su profili disegnati ad hoc per quest’applicazione.
Molto complesso il disegno della staffa di ancoraggio, per la necessità di dover scaricare in maniera puntiforme sui nodi della copertura spaziale.
In particolare, poiché il montante Quadra superiore ruota in maniera variabile secondo il diedro imposto dal modello 3D, intorno allo spigolo vetro teorico, si è dovuto studiare una soluzione di ancoraggio che lasciasse libero il montante di ruotare intorno a questo particolare asse durante la posa, fino ad assumere la sua posizione teorica.
La sagomatura di tutti i profili eseguita automaticamente dal programma di calcolo elaborato per l’occasione, ha permesso la posa come un "puzzle", eliminando ogni misurazione o necessità di complessi allineamenti

Vetri d’angolo
Si dovevano raccordare superfici variabili nello spazio, secondo l’ allineamento delle 2 sfere d’angolo.
Adottando un programma automatico iterativo, si è ottenuto il disegno dei vetri d’angolo, che si sono rivelati essere in alcuni casi non piani, ma spezzati secondo uno spigolo.
Da notare che i telai di tutti i vetri sono saldati per l’impossibilità di progettare uno squadretto adattabile agli "infiniti" angoli che si sono determinati.
Non può mancare un cenno sulle lamiere di gronda e intermedie, tutte con complessi angoli di taglio doppi, bordo saldato per la sigillatura e tutte disegnate automaticamente dal programma di calcolo.

Corpi scala
Il rivestimento è stato realizzato mediante la stessa tecnologia delle facciate ai piani ma, data la totale trasparenza, tutta la tiranteria e la bulloneria per l’ancoraggio alla struttura in c.a. è stata prevista in acciaio inox.

Architetti

TECN-ARCH Engineering