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Pirelli Headquarters

  • Milano

  • 2004

  • Foto: D. Di Bello/ T. Nicolini/ G. Basilico

Una facciata continua con fissaggio puntuale tutto vetro di 40 x 40 metri per la sede degli uffici Pirelli. Architetto Gregotti Associati International.

Era il cuore funzionale del vecchio stabilimento Pirelli alla Bicocca..
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Attorno all’imponente torre di raffreddamento, oramai unico testimone delle attività e delle architetture industriali che hanno storicamente caratterizzato l'intera area, i progettisti (Gregotti e Associati International) hanno sviluppato l'edificio che accoglie il nuovo quartier generale del gruppo Pirelli..
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I lati nord e sud ospitano gli uffici, organizzati ad open space, e sono interamente vetrati verso la corte interna e la grande torre mentre al lato est competono prevalentemente i collegamenti verticali e gli impianti..
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Il lato ovest è risolto con una grande vetrata trasparente che, da una parte, apre l'edificio verso la monumentale villa della Bicocca degli Arcimboldi e poi verso la città, dall'altra rende finalmente visibile la vecchia torre evaporativa, incapsulata in un grande cubo di vetro, alluminio e gres, come un prezioso reperto dell'archeologia industriale meneghina, esposto nella sua teca museale..
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L'esterno vede una predominanza di rivestimento in gres porcellanato con piastrelle costruite ad hoc e inserite in una trama di supporti continui orizzontali, costituiti da profili estrusi in lega di alluminio appositamente studiati, e completati da pressore esterno e copertina, al pari delle tradizionali facciate vetrate. La peculiare regolarità e pulizia del disegno si alterna a finestrature a nastro, ottenute mediante una sottostruttura in profili tubolari di ferro e serramenti in alluminio a taglio termico, e ancora bowindi e facciate in cristallo, risolte con un sistema di facciata continua a montanti e traversi estrusi in alluminio, con i pannelli di vetrocamera posizionati dall'esterno e trattenuti da pressori e copertine di chiusura. .
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Il rivestimento in vetrocemento, sia sul piano di copertura orizzontale che sull'ultimo ordine dell'intero perimetro esterno, ottiene al layout architettonico un' originale idea di trasparenza e diffusione della luce. Sono stati scelti mattoni trasparenti di grandi dimensioni (200x200) assemblati entro speciali cornici in lamiera di acciaio zincato, dove accanto al tradizionale collante in malta cementizia, l'utilizzo del silicone assicura le prestazioni di tenuta e impermeabilità dei pannelli. Anche il vetrocemento si adatta alla filosofia della prefabbricazione e della cura artigianale che caratterizza il rivestimento dell'intero edificio.
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La complessità dell’intervento, con sistema di facciata appositamente studiati e personalizzati, e il poco tempo a disposizione (un anno per progettare costruire e consegnare in opera) si sono rivelati una vera “sfida” alla quale tutta l’azienda ha risposto impegnandosi al massimo per il raggiungimento degli obbiettivi.

La tecnologia

FACCIATE ESTERNE (NORD, SUD ED EST) CON RIVESTIMENTO IN GRÈS PORCELLANATO E ORNATI IN ALLUMINIO (13.000 M2). La necessità di armonizzare tipologie di facciata diverse per le loro caratteristiche prestazionali, ma identiche nell’aspetto estetico, ha richiesto uno studio particolarmente complesso ed articolato..
La tipologia principale è composta da un robusto reticolo in profili tubolari di acciaio zincato, ancorato al solaio e tamponato a strisce orizzontali alternate da pannelli isolanti rivestiti con piastrelle in grès porcellanato ( costruite in misura speciale da 747 x 1.230mm ) e serramenti in alluminio a taglio termico con apribili ed accessori di movimentazione a scomparsa nel telaio fisso. Un ulteriore “telaio” di profili ornamentali riveste i pilastri e raccorda orizzontalmente i tamponamenti ciechi ai serramenti..
Una lama orizzontale di alluminio con funzione di frangisole completa la facciata. Il sistema nel suo insieme garantisce un isolamento termico medio Uw = 0,78 W/m2K (UNI 10346) ed un potere fonoisolante Rw = 39 dB, certificato in laboratorio. (ISO 140/3 e ISO 717/1).
In corrispondenza dei nuclei scale il rivestimento è completamente ventilato e si raccorda ai serramenti inseriti nella muratura tradizionale; per poi trasformarsi ancora nella parte bassa dell’edificio dove i profili orizzontali in alluminio a supporto delle piastrelle in grès vengono sostituiti da “listelli in grès” e il sistema di ancoraggio delle piastrelle diventa del tipo nascosto (Sicof)..
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FACCIATE CONTINUE INTERNE ALLA CORTE (QUADRA 4.500 m2) Sistema a montanti e traversi, studiato per ottenere le fasce marcapiano realizzate con pannelli di alluminio, in soluzione continua. Il sistema di fissaggio, senza profili di ritegno in vista, consente il movimento dei solai nell’ordine di ± 2 cm (carichi accidentali)..
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FACCIATA SOSPESA CON FISSAGGIO PUNTUALE, FRONTE OVEST, E CORONAMENTO SUPERIORE IN VETROCEMENTO, (2500 m2). Costruita con la stessa cura che l’orafo riserva ai gioielli più preziosi, rappresenta la facciata pìù prestigiosa dell’edificio ed anche un record in Italia nella sua tipologia e dimensione ..
Tutto il sistema è appeso superiormente ad una trave reticolare in acciaio ad una unica campata lunga circa 40 mt vincolata da un lato e libera di scorrere dall’altro. La suddetta trave, costruita in 5 tronconi, è stata assemblata sul posto con giunzioni ad attrito e con una premonta di circa 8 cm..
La struttura della facciata è costituita da undici travi orizzontali reticolari molto sottili (tubo tondo diam. 150 mm.) lunghe circa 40 mt. e profonde 2,5 mt. vincolate come la trave superiore e ad essa appese mediante tubi diam. 100 mm. a passo 3 mt. intercalati da altri tubi diam. 60 mm. anch’essi a passo 3mt. Tutti i particolari in acciaio sono stati tagliati con la tecnologia laser (tolleranze ± 0,2 mm) e saldati con procedimento robotizzato..
La particolare cura del procedimento ha permesso la realizzazione dei componenti con tolleranza massima di ± 0,5 mm..
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Anche se non espressamente richiesto, su tutta la produzione sono stati effettuati controlli non distruttivi delle saldature..
Tutta la carpenteria in acciaio è sabbiata e verniciata a forno. Mentre le staffe di fissaggio dei vetri e le rotules sono in acciaio inox..
Per la regolazione in opera della struttura portante, al fine di adeguarci alle reali deformazioni reali della trave superiore, si è utilizzato un sistema di simulazione del carico con 27 apparecchiature di “tiro e misurazione” poste alla base di ogni montante..
Dopo la regolazione mantenendo la struttura in tiro, si è proceduto all’installazione dei vetri partendo dalla fila superiore e conseguentemente alla regolazione del tipo in modo che la trave superiore rimanesse costante nella sua deformazione..
Il passo modulare della vetrata è 1,5 mt. x 3,84 mt. Il tipo di vetro adottato è uno stratificato con lastra esterna da 12 mm. temperata (HST) e lastra interna 8 mm. indurita fissata alla struttura mediante 6 apposite rotules, applicate su fori passanti nel vetro. .
Il sistema (vetro/rotules) e stato testato in laboratorio al fine di garantire la massima sicurezza; in caso di rottura di entrambe le lastre ed in presenza del carico vento di progetto, non si avranno distacchi di frammenti di vetro. Considerato lo spessore totale dal vetro (20 mm.) per una migliore trasparenza, e per le richieste architettoniche, è stato adottato un vetro a basso contenuto di ossido di ferro (extrachiaro)..

Architetti

Gregotti Associati International

Vittorio Gregotti, nato a Novara nel 1927, si è laureato in architettura nel 1952 al Politecnico di Milano. Dal 1953 al 1968 ha svolto la sua attività in collaborazione con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1974 ha fondato la Gregotti Associati srl, di cui è presidente. È stato professore ordinario di Composizione architettonica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Milano e Palermo, ed è stato visiting professor presso le Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (U.K.) e all'M.I.T. di Cambridge (Mass.). Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali ed è stato responsabile della sezione introduttiva della XIII Triennale (Milano 1964), per la quale ha vinto il Gran premio internazionale. Dal 1974 al 1976 è stato direttore del settore arti visive ed architettura della Biennale di Venezia. È Accademico di San Luca dal 1976 e di Brera dal 1995. Gli è stata conferita la laurea honoris causa dal Politecnico di Praga nel 1996 e dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bucarest nel 1999. Dal 1997 è membro della BDA (Bund der deutschen Architekten) e dal 1999 è membro onorario dell'American Institute of Architects. Dal 1953 al 1955 è stato redattore di Casabella; dal 1955 al 1963 caporedattore di Casabella-Continuità; dal 1963 al 1965 direttore di Edilizia Moderna e responsabile del settore architettura della rivista Il Verri; dal 1979 al 1998 è stato direttore di Rassegna e dal 1982 al 1996 direttore di Casabella. Dal 1984 al 1992 ha curato la rubrica di architettura di Panorama, dal 1992 al 1997 ha collaborato con il Corriere della Sera e dal 1997 collabora con la Repubblica.