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Corriere della Sera - Ristrutturazione sede Rizzoli

  • Milano

  • 2005

  • Contractor: Colombo Costruzioni SpA

  • Foto: D. Domenicali

Trasformazione e recupero degli immobili della R.C.S. Editori siti nell’isolato delimitato dalla via Solferino, via Moscova, via San Marco e via Montebello a Milano.

Il progetto prevede la trasformazione ed il recupero degli immobili della R.C.S. Editori siti nell’isolato delimitato dalla via Solferino, via Moscova, via San Marco e via Montebello a Milano.
Complessivamente il progetto prevede un intervento edilizio che intende mantenere verso la città l’immagine architettonica consolidata che le redazioni giornalistiche hanno mantenuto nella memoria storica della città.
I prospetti esterni saranno soggetti a opere di manutenzione o parziale modificazione, che complessivamente confermeranno le caratteristiche formali e tipologiche preesistenti.

Edificio 1
L’edificio è stato costruito nel 1963 su progetto dell’Architetto Rosselli e fu realizzato per accogliere le rotative di stampa del giornale
Edificio 4
L’edificio è stato costruito nel 1925 su progetto dell’Ingegner Repossi e si sviluppa all’interno dell’isolato in continuità con l’edificio 5.
Edificio 5
L’edificio è stato costruito nel 1907 su progetto dell’Ingegner Repossi. Ha una conformazione a C con il corpo principale che si attesta su via San Marco e le due ali che si sviluppano all’interno dell’isolato.
Edifici 6, 6 bis
Gli edifici, costruiti nel 1908 su progetto dell’Ingegner Repossi, si attestano sulla via San Marco in continuità con l’edificio 5 di cui mantengono tutti gli elementi di progetto.
Edificio 7
L’edificio è costituito dal corpo che si sviluppa all’interno dell’isolato e dalle due ali laterali che “chiudono” i fronti interni degli edifici 6 e 6 bis.
Edificio 8
L’edificio è costituito da due piani interrati che si sviluppano anche sotto il piazzale e da due piani fuori terra ancora oggi utilizzati. L’edificio si sviluppa parallelamente al confine fino alla chiusura dello spazio su via Montebello a fianco dell’edificio 7.
Edificio 9
E’ il più vecchio edificio dell’intervento costruito nel 1700 ed originariamente con pianta a L che si sviluppava verso l’interno dell’isolato e con corpo principale attestato su via Montebello.
Le facciate su via Montebello e su via San Marco risultano essere di un certo pregio mentre la facciata interna appare fortemente alterata, soprattutto al piano terra, con aperture che sembrano derivate più dalla soluzione di problemi puntuali che non da una visione d’insieme.

La tecnologia

La facciata storica
Le facciata storica, presente negli edifici 4, 5, 6, 6 bis, è caratterizzata dalle grandi finestre del primo e secondo piano con motivi ornamentali.
Per la sostituzione dei serramenti è stato utilizzato il sistema “NC 68 Superthermic” della METRA, realizzato con profili in alluminio a taglio termico, progettato per rispondere alle più esigenti normative europee di tenuta e di isolamento termico ed acustico.
La protezione superficiale dei profilati in alluminio è stata effettuata mediante verniciatura a polvere di poliesteri.

La facciata metallica ventilata
La facciata metallica costituisce il coronamento di tutti gli edifici e assume la funzione di ricondurre all’unitarietà l’intervento. Nel caso dei due nuovi edifici 7 e 8 riveste quasi tutta la facciata tranne che il piano terra.
La facciata è composta da pannelli di alluminio flammati di forte spessore 3 mm pressopiegati ed agganciati ad una sottostruttura portante costituita da profili estrusi in lega di alluminio.
Il trattamento di flammatura superficiale è molto importante per ottenere un effetto di materia primaria che non si discosta molto dal carattere storico degli edifici.

La facciata vetrata
La facciata vetrata è ampiamente adottata per l’edificio 1, in sostituzione del tamponamento in U-glass, nel tentativo di mantenere una continuità con il carattere industriale.
Il serramento è di alluminio a taglio termico con vetro selettivo a forte abbattimento solare ma ad elevata trasmissione luminosa. La facciata vetrata è anche adottata, in altre situazioni, come “pausa” della facciata storica in corrispondenza della corte interna degli edifici 1 e 5.
Per la facciata è stato utilizzato il sistema “THERMA” della FOCCHI. THERMA è una facciata continua a taglio termico costituita da un reticolo ortogonale composto da montanti e traversi in alluminio a sezione tubolare. Dall’esterno non si distinguono le parti apribili da quelle fisse. Le cerniere ed i meccanismi di apertura sono alloggiati all’interno dei profili e quindi non in vista. La protezione superficiale dei profilati in alluminio è stata effettuata mediante verniciatura a polvere di poliesteri in colore RAL 9006.

Architetti

Gregotti Associati International

Vittorio Gregotti, nato a Novara nel 1927, si è laureato in architettura nel 1952 al Politecnico di Milano. Dal 1953 al 1968 ha svolto la sua attività in collaborazione con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1974 ha fondato la Gregotti Associati srl, di cui è presidente. È stato professore ordinario di Composizione architettonica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Milano e Palermo, ed è stato visiting professor presso le Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (U.K.) e all'M.I.T. di Cambridge (Mass.). Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali ed è stato responsabile della sezione introduttiva della XIII Triennale (Milano 1964), per la quale ha vinto il Gran premio internazionale. Dal 1974 al 1976 è stato direttore del settore arti visive ed architettura della Biennale di Venezia. È Accademico di San Luca dal 1976 e di Brera dal 1995. Gli è stata conferita la laurea honoris causa dal Politecnico di Praga nel 1996 e dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bucarest nel 1999. Dal 1997 è membro della BDA (Bund der deutschen Architekten) e dal 1999 è membro onorario dell'American Institute of Architects. Dal 1953 al 1955 è stato redattore di Casabella; dal 1955 al 1963 caporedattore di Casabella-Continuità; dal 1963 al 1965 direttore di Edilizia Moderna e responsabile del settore architettura della rivista Il Verri; dal 1979 al 1998 è stato direttore di Rassegna e dal 1982 al 1996 direttore di Casabella. Dal 1984 al 1992 ha curato la rubrica di architettura di Panorama, dal 1992 al 1997 ha collaborato con il Corriere della Sera e dal 1997 collabora con la Repubblica.