Focchi facciate continue

American Air Museum

Viaggio nel tempo tra innovazione e ardimento

Duxford, UK

L'American Air Museum di Duxford, vicino a Cambridge, progettato dagli architetti Foster & Partners e ingegneri Ove Arup & Partners, per volontà dell'Imperial War Museum, con l'obiettivo di realizzare un edificio in grado di contenere una collezione di aerei, che va dalla seconda guerra mondiale a quella del Golfo. Il problema progettuale affrontato da Sir Norman Foster si presentava di difficile approccio, date le inusuali dimensioni degli oggetti: una collezione di 21 aerei tra cui il famoso B-52, che presenta un'apertura alare di 62 m ed un'altezza di 16 m. Il risultato ottenuto è estremamente interessante. Colpisce per la sua essenzialità e la purezza delle forme e dei toni, ed in breve, è un mirabile 'gioco' tra forma e tecnologia. La forma É stata ottenuta a partire da una figura geometrica toroidale, con raggio maggiore di 277m e raggio minore di 63m. La soluzione formale così ottenuta confonde le dimensioni abnormi dell'edificio, specialmente se osservato da una certa distanza, rendendo leggero ciò che sarebbe pesante, proporzionato ciò che sarebbe abnorme. La facciata consiste in un settore circolare di 63 m di raggio, larghezza 90 m ed altezza massima 18 m, ed ha una modularità (3000x5500 mm di vetro chiaro) che camuffa i punti di riferimento e fa si che ci si accorga delle sue dimensioni solamente quando si è nelle vicinanze. La copertura, sormontata nella parte inferiore da uno strato d'erba, smaterializza l'edificio, specialmente in alcune condizioni d'illuminazione, creando l'illusione di un legame tra cielo e terra.

Credits

Progettista: Foster and Partners

Proprietà: Imperial War Museum

Contractor: John Sisk & Son Ltd. U.K.

Fotografo: N. Atkinson/ R. Bryant/ Arcaid/ N. Young

Tecnologia

Facciate continue (totalmente smontabile per cambio esposizione) Montanti strutturali in acciaio H= 18 m Modularità 3000 x 5500 mm

La facciata è composta da una struttura portante in acciaio alla quale è fissato un reticolo in alluminio che contiene i vetri chiari da 19 mm. di spessore. La struttura portante è costituita da montanti formati da due piatti in acciaio da 25 mm di spessore, distanziati ed uniti mediante bulloni. Il taglio dei montanti, eseguito al plasma, è sagomato secondo il diagramma del momento flettente a cui sono sottoposti. Essendo i montanti di altezza diversa, ognuno ha una propria sagomatura. I montanti sono collegati fra loro da traversi di acciaio a sezione tubolare a giunto rigido, a formare una struttura reticolare tipo 'Virendeel'. I montanti sono incernierati alla base. Alla sommità presentano un particolare sistema di fissaggio che consente di assorbire movimenti della copertura fino a 200 mm. sull'asse verticale e ± 50 su quello orizzontale. Il reticolo di alluminio consente l'alloggiamento dei vetri ed il loro bloccaggio alla struttura portante in acciaio. Le rilevanti dimensioni della modularità (3000 x 5500 mm) hanno richiesto particolari accorgimenti per assorbire le diverse dilatazioni termiche dei vari materiali (acciaio, alluminio, vetro) pur mantenendo i necessari requisiti di tenuta all'aria e all'acqua. E' stato necessario progettare anche particolari attrezzature di cantiere, in relazione alle dimensioni e al peso delle vetrate (circa 800 kg cadauna). Particolare interesse riveste la vetrata toroidale, con larghezza variabile da 3000 mm a 500 mm, a chiusura dell'asola che taglia il tetto dell'edificio ed illumina la rampa interna. La realizzazione di questa vetrata è stata possibile grazie alla progettazione mediante sofisticati programmi di disegno tridimensionali.

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