Focchi facciate continue

Marks & Spencer

Al di là della trasparenza

Manchester

L'attentato dell'IRA del giugno 1996 ha innescato un processo di rinnovamento del centro cittadino. La sfida di questo progetto era la realizzazione di un edificio che simboleggiasse il vibrante spirito della nuova Manchester. Posto tra Corn Exchanges e Royal Exchanges, due degli edifici storici di maggior pregio di Manchester, il sito richiedeva 4 facciate pubbliche della più elevata qualità. Ogni singolo prospetto risponde pienamente alla sua funzione nell'ambito del contesto ambientale ed urbano. Gli elementi trasparenti tra ognuno di essi definiscono uno spazio interno che interagisce con la città, fornendo delle viste spettacolari fuori e dentro l'edificio. Progettazione dell'involucro Due sono state le esigenze fondamentali che hanno caratterizzato la progettazione dell'involucro: La prima esigenza si è tradotta nella definizione, per ogni prospetto dell'edificio, di una diversa soluzione funzionale. La seconda, invece, ha richiesto, oltre ad un approfondimento di calcolo inusuale, una rilevante struttura di sostegno delle facciate. In particolare, per verificare fin dalle prime fasi della progettazione, che le soluzioni che si andavano delineando fossero coerenti con la filosofia del progetto, si è ricorso alla costruzione di diversi mock-up in legno ed alluminio.

Credits

Progettista: BDP Manchester

Contractor: Bovis Lend Lease Ltd.

Fotografo: Charlotte Wood

Tecnologia

Facciate continue acciaio ed alluminio Facciate continue appese Facciate curve Facciate strutturali doppia pelle a ventilazione naturale

L'involucro dell'edificio è costituito fondamentalmente da sei diversi tipi di facciate che si differenziano per la tecnologia e per gli aspetti prestazionali. In particolare è da notare che le diverse soluzioni sono state industrializzate utilizzando componenti intercambiabili; ciò ha fatto sì che anche dal punto di vista della tecnologia utilizzata si avesse una percezione d'insieme. South elevation: doppio involucro ventilato naturalmente La facciata interna, la cui funzione caratterizzante è di resistenza alla "bomba", è a vetro strutturale, con struttura di alluminio di forma affusolata che ne alleggerisce l'impatto visivo interno. La facciata esterna è separata da quella interna da un'intercapedine a tutta altezza ventilata naturalmente. La ventilazione è attivata mediante griglie poste alla base ed aperture in sommità che si aprono orizzontalmente mediante manovellismi appositamente studiati per il progetto. All'interno dell'intercapedine sono alloggiate le tende oscuranti che scorrono lungo tiranti in acciaio inox. La movimentazione degli apribili e delle tende segue una logica impartita da un sistema di controllo centralizzato specificatamente studiato per controllare i flussi di energia scambiati tra l'ambiente esterno e quello interno nelle diverse stagioni. North elevation: acciaio ed alluminio La facciata nord si affaccia sulla piazza principale Exchange Square. Definisce un volume aperto di 43 x 3 x 19 metri su cui si affacciano i locali interni all'edificio. E' costituita da una struttura portante in acciaio verniciato formata da travi Virendell alte 18,00 metri, stabilizzate orizzontalmente mediante cavi in acciaio, a cui è vincolata una struttura in alluminio con pannelli vetrati a silicone strutturale; il tutto è sempre stato calcolato resistente "alla bomba" East/west entrance and corners : facciate appese curve Sono delle facciate che chiudono dei vani di altezza di 14 metri racchiuse tra due muri portanti in cls. In questo caso per ottenere le prestazioni meccaniche richieste si è optato per una soluzione di facciata appesa alla struttura portante superiore mediante cavi in acciaio inox. I traversi, che possono avere una lunghezza libera massima di 9 metri, dovendo supportare le forze orizzontali, tra cui la bomba, oltre ad assumere la particolare forma ogivale sono stati rinforzati utilizzando un profilo di allumino alleggerito con delle forature. La forma dei profili e l'elevata inerzia degli stessi, hanno richiesto un notevole sforzo di messa a punto del processo di calandratura che è sfociato nella progettazione e costruzione di una specifica attrezzatura. L'insieme di problematiche presenti in questo progetto e la loro complessità sono state efficacemente affrontate, anche grazie all'ottimo clima collaborativo instauratosi tra il committente (BOVIS EUROPE), il progettista (BDP) e la FOCCHI GROUP che ha messo a disposizione le proprie tecniche progettuali, produttive e organizzative.

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