Campus Einaudi - Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche
Il risultato architettonico e la funzionalità di un edificio sono indissolubilmente legati alle soluzioni distributive e aggregative degli spazi. Nel caso del Campus Einaudi l’importanza di questi temi è evidente nei nodi distributivi principali, dove l’attenzione per l’architettura degli spazi di servizio è stata maggiore.

In alto un grande lucernario chiude in sommità l’atrio su cui si affacciano le viste interne degli uffici.
La qualità di questo spazio centrale è arricchita dall’opera appositamente concepita e realizzata dall’artista Riki Ferrero, quasi un parallelo con la Hearst Tower, progettata da Foster a New York nel 2006, dove una grande parete dell’atrio ospita l’opera Richard Long, un artista visivo, esponente di primo piano della Land Art.
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Norman Foster and Partners
Norman Foster and Partners
Norman Foster è nato a Manchester nel 1935. È considerato uno dei più rappresentativi esponenti dell'architettura High-Tech che concepisce la costruzione come opera d'arte tecnicamente organizzata. Studia architettura ed urbanistica alla Manchester University, laureandosi nel 1961. Nello stesso anno in cui si laurea, vince una borsa di studio della Henry Fellowship che gli consente di conseguire un Master in Architettura presso la Yale University, dove consegue il Master's Degree e incontra un altro studente inglese, Richard Rogers, anch'egli destinato a diventare un importante protagonista dell'architettura contemporanea. Al loro ritorno in Inghilterra (1963), Foster e Rogers avviano con Su Rogers e Wendy Foster uno studio con il nome di Team 4. Insieme progettano alcuni edifici residenziali e industriali, tra cui la Reliance Controls Factory a Swindon (1967). Nel 1967, Norman e Wendy Foster costituiscono lo studio Foster Associates, oggi Foster and Partners, con circa 500 dipendenti, con sede a Londra ed uffici a Berlino, Francoforte, Parigi, Hong Kong, Singapore, Tokyo. Dall'inizio dell'attività, lo studio ha ricevuto più di 220 premi e riconoscimenti e ha vinto 50 concorsi nazionali e internazionali. Lo studio di Foster a Londra (da lui disegnato e progettato) è diventato il punto focale di un'organizzazione responsabile di progetti in ogni parte del mondo. Foster & Partners è uno studio internazionale di design e di architettura condotto da Lord Norman Foster e da cinque soci: Spencer de Grey, David Nelson, Ken Shuttleworth, Graham Phillips e Barry Cooke.
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Questo progetto ha trasformato un’area industriale dismessa in un nuovo forum culturale per la città

Project Specs

  • Location: Torino
  • Anno di completamento: 2013
  • Contractor Sinergie S.c.a r.l.
  • Foto: Piermario Ruggeri
SEE ON STREETVIEW

Technology

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LA FACCIATA

La tipologia "facciata a nastro" nasce con il Movimento Moderno negli anni venti del secolo scorso, ed è stato ormai declinato in tutte le sue possibili varianti nei quasi 100 anni trascorsi dalle sue origini.

Eppure, come dimostra questo edificio, è ancora possibile farne il più innovativo componente architettonico del progetto. Proporzioni azzeccate e dettagli coerenti che si adattano senza sforzo apparente alle libere curvature degli edifici, restituiscono appieno l’intenzione di quelle scansioni che sulle tavole di progetto potevano sembrare sterili esercitazioni grafiche. L’effetto finale è quello di una facciata moderna, tecnologica e risolta in ogni dettaglio nonostante la sobrietà dei materiali impiegati.

Designed by

Norman Foster and Partners Architetti

L’idea di Foster abbandona lo schema a padiglioni ipotizzato dagli studi preliminari dell’Università e disegna due fabbricati, uno per la didattica ed i Dipartimenti afferenti, l’altro per le biblioteche, con un’unica grande copertura.

La forte identità formale del progetto si è subito imposta per la sua originalità come “land mark” della città.
La complessità geometrica degli ambienti, scaturita dalle libere volumetrie disegnate da Foster, si è tradotta in una ricercata differenziazione spaziale delle architetture interne.

La sequenza, fatalmente monotona, degli oltre 330 uffici di varia pezzatura che occupano il 40 % dell’intero complesso è movimentata dal disegno dei corridoi con andamento curvilineo e dalla presenza di spazi per incontri, riunioni e riposo che, con le loro trasparenze aprono scorci visuali, tutti diversi, sulla corte interna e sulla città.

Allo stesso principio compositivo rispondono le passerelle, interamente di vetro, che collegano gli edifici e che sono forse l’elemento architettonicamente più importante e originale del complesso. Prendendo a prestito la felice definizione coniata dagli architetti Gabetti e Isola per un loro edificio del Politecnico 6 di Torino, potremmo definire “finestre urbane” i grandi “tagli” che rendono unico il pro lo sinuoso dei volumi e definiscono puntualmente gli scorci delle viste e delle trasparenze.

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