Main Façade Technology
Domino Sugar Refinery

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Domino Sugar Refinery

I puntoni sono connessi alle colonne principali tramite piatti in acciaio. Sono proprio questi piatti che penetrano la facciata nei giunti. Lo spessore dei piatti e la loro deflessione laterale sono stati dimensionati opportunamente entro dei limiti prestabiliti, in modo tale da consentire tutti i movimenti relativi dovuti a deflessioni dei solai e dilatazioni termiche. Anche il giunto di facciata, nella zona di penetrazione, è stato conseguentemente dimensionato. Oltre ai puntoni stabilizzanti, altri rilevanti elementi della facciata sono: le pinne esterne di alluminio estruso con sezione a T, 480 apribili in facciata per aerazione; 7 porte sui terrazzi dell’edificio ai livelli 2-5-7.

Per garantire che il sistema fosse a tenuta d'aria e di acqua con le penetrazioni degli stabilizzatori, il team di ricerca e sviluppo Focchi ha progettato una "guarnizione a fisarmonica" personalizzata: questa guarnizione, interamente riempita di silicone, avvolge completamente lo stabilizzatore, creando una connessione flessibile per consentirne il movimento, pur mantenendo la tenuta aria-acqua. Il sistema è stato quindi opportunamente testato.

Domino Sugar Refinery

È molto importante notare che questo dettaglio non sarebbe stato realizzabile con un sistema di montanti maschio-femmina tipico del mercato americano, costituito cioè da estrusioni “ad incastro”. Solo tramite il sistema femmina-femmina realizzato ad hoc da Focchi, completamente disegnato per questa commessa, si è potuto creare un sistema di tenuta performante attorno agli stabilizzatori.

Durante l'installazione, il team Focchi di cantiere ha supportato l'installatore Walsh Glass & Metal per assicurarsi che ogni componente fosse installato e sigillato correttamente, e che qualsiasi problema di cantiere fosse prontamente risolto, grazie anche alla collaborazione del personale di cantiere di Two Trees.

Pau
Pau
Fondato da Vishaan Chakrabarti, FAIA FRAIC, nel 2015, PAU è uno studio internazionale al contempo sia emergente ma anche ormai consolidato. Dispone di un team di venti persone, oltre ad una rete di collaboratori esperti e tutti sono ispirati dal comune desiderio di avere un impatto tangibile e positivo sul mondo. La filosofia di questo studio è di essere “fluenti” in più lingue, parlando di architettura, di cultura, di ecologia, di economia, di università, di urbanità, di governo e, soprattutto, parlando la lingua del processo pubblico democratico, perché la complessità delle opere progettate non richiede nulla di meno.
DWA Dencityworks
DWA Dencityworks

Dencityworks è uno studio di architetti e designer di New York, fondato con l’obiettivo di ricercare soluzioni di design uniche, collaborative e di scala mondiale per l'ambiente urbano di domani. Il suo processo di progettazione è un impegno in più discipline, che implementano la vasta esperienza con progetti complessi in densi ambienti urbani.
dencityworks ha uno speciale approccio per ciascun progetto, basato sul processo, attraverso il quale è possibile esplorare nuove e grandi idee in risposta ad ogni esigenza sociale ed ambientale.

Domino Sugar Refinery

Domino Sugar Refinery

Punto di riferimento urbano industriale, questo storico edificio industriale diventa il centro nevralgico del rinnovato lungomare di Brooklyn.

Project Specs

  • Location: New York
  • General Contractor: Two Trees Management
  • Anno di completamento: 2023
SEE ON STREETVIEW

Sistemi utilizzati

Domino Sugar Refinery

Facciata a cellule WT-1

Dall’esterno, la facciata principale a cellule tipo WT-1, può sembrare “piuttosto standard” dal punto di vista del layout. Focchi però non realizza mai progetti standard!

La caratteristica unica di questa tipologia è la presenza di circa 100 puntoni stabilizzanti in acciaio aggettanti dalla facciata, necessari per connettere la cerchiatura stabilizzante dell’involucro storico in mattoni ai pilastri in acciaio della nuova struttura portante interna.

Focchi ha trascorso diversi mesi di progettazione insieme a PAU e Silman per coordinare la posizione di questi puntoni in modo che potessero funzionare sia strutturalmente che dal punto di vista di tenuta all’acqua, evitando di interrompere la guarnizione orizzontale primaria.

Di conseguenza si è preferito posizionare i puntoni lungo i giunti verticali molto al di sotto della sagoma dei solai e quindi lontano dagli stack-joints di facciata.

Designed by

Pau Architects
DWA Dencityworks Architects

Live Project

Situato lungo il fiume presso Domino Park a Williamsburg, questo edificio industriale storico del 1880 è rinato come uno spazio per uffici moderno e innovativo. Progettato da PAU, questa struttura vetrata a volta a botte integra con maestria storia, ingegneria all’avanguardia e sostenibilità in un progetto di riuso orientato al futuro.

Adottando un approccio unico al restauro, gli architetti hanno inserito un edificio completamente nuovo all'interno dell'involucro esistente, lasciando uno spazio di 12-15 piedi tra il nuovo e il vecchio. Questa soluzione consente di ottenere altezze ideali e standardizzate dei piani, creando ambienti progettati su misura per le esigenze dei nuovi inquilini.

Tra la parete di vetro e quelle di muratura di mattoni, si sviluppa un ambiente naturale, con viti a cascata, alberi e piante, creando un autentico ecosistema. Questa integrazione naturale non solo arricchisce l’ambiente, ma contribuisce anche a migliorare la salute e il benessere degli occupanti dell'edificio.

Sotto la guida di James Corner Field Operations, noti per la notevole trasformazione dell'High Line, il paesaggio esterno punta a riconnettere in modo fluido l'ampia area circostante denominata Domino Park con il quartiere e al lungofiume, trasformando un altro sito abbandonato in una destinazione popolare.

WT-1C/1D

A chiusura della volta a botte di copertura, sui fronti nord e sud, la tipologia WT-1C compone i timpani della facciata. Sono cellule basate sullo stesso sistema tipico della WT-1 ma si estendono anche fino a 6 metri di altezza e sono supportate da una struttura secondaria in carpenteria di acciaio.

È interessante evidenziare come il raccordo tra questa facciata e la copertura curva generi delle cellule triangolari o trapezoidali, dove il lato inclinato è curvo e spesso, il traverso superiore prende il ruolo di montante laterale curvo. Di conseguenza, a chiusura del dettaglio di interfaccia, sono state installate delle mini-cellule pannellate curve che assumono anche il ruolo di coping.

Ai piani 12 e 13, nei fronti est e ovest dell’edificio, il sistema di facciate a cellule è leggermente diverso poiché dal piano 12 parte la curvatura della copertura. La facciata WT1-D costituisce il raccordo tra la facciata WT-1 e la copertura su questi fronti.

Il sistema di tenuta è stato raddoppiato sia in orizzontale (doppia saddle gasket) che in verticale (doppia chiave verticale).
Tutti gli elementi estrusi verticali sono stati quindi previsti curvi: sia i montanti di facciata che le pinne esterne. Gli stessi vetri sono stati curvati sul lato lungo.
Essendo un sistema di raccordo, le cellule del livello 13 sono state installate dal piano stesso, con una tecnica simile a quella delle Window Walls americane.
 

WT-2

La volta a botte dell'edificio è uno spazio aperto completamente vetrato, che si estende per quasi 18 metri (60 piedi) al di sopra del piano 14. Il nuovo involucro di facciata è sostenuto da una struttura in carpenteria metallica di acciaio a costole curve con interasse 6 metri e collegate tra loro da un sistema di arcarecci e controventi. Gli elementi di facciata dovevano essere quindi concepiti per appoggiare solo sulle costole principali. Durante la fase di progettazione, a questo scopo, sono state valutate diverse soluzioni:

  • Sistema interamente a montanti e traversi (stick da installare in opera): non adatto a causa delle onerose lavorazioni da realizzare in cantiere, alti costi e tempistiche non compatibili;
  • Sistema costituito da cellule: non adatto, in quanto la curvatura dell'edificio avrebbe reso estremamente difficile se non impossibile la tenuta all’acqua, soprattutto nella sommità della volta e le cellule sarebbero state praticamente orizzontali, come in un lucernario;
  • Sistema stick preassemblato in mega-cellule: scelta più efficacie. Sono stati realizzati 88 megapanels 6m x 4m costituiti da una struttura principale in acciaio e profili in alluminio montanti e traversi riportati su di essa, per supportare 4 specchiature vetrate ognuno. Per la produzione di questi manufatti si è spostata la produzione direttamente in US minimizzando gli elevati costi di spedizione via nave (container).

 

Photos

Max Touhey